Relazione finanziaria al 31 dicembre 2021
Gruppo Philogen 12
Contesto macroeconomico di riferimento e andamento del titolo Philogen
CONTESTO ECONOMICO
Il 2021 è stato un anno ancora caratterizzato dall’emergenza COVID-19. A differenza del 2020 però, nelle principali
geografie il progresso delle campagne di vaccinazione ha consentito di evitare duri lockdown. La diffusione delle varianti
di Covid 19, quali Delta e Omicron, hanno rallentato la completa ripresa dell’economia, costringendo ancora, seppur in
misura minore, i governi ad introdurre delle limitazioni per periodi temporanei.
I governi e le principali banche centrali, in questo contesto, hanno continuato ad implementare misure a sostegno
dell’economia, con l’intento di supportare la crescita e la ripresa economica.
Secondo le ultime stime dell’OCSE, i mercati nel 2021 hanno anticipato una ripresa economica che, nel 2022 dovrebbe
vedere l’economia mondiale superare per la prima volta i 100.000 miliardi di dollari di Pil globale con due anni di anticipo
rispetto alle precedenti stime. Nello specifico il 2021 dovrebbe registrare una crescita economica globale del 5,6% annuo.
Nei successivi due anni, 2022 e 2023, la crescita è stimata rallentare leggermente ed essere pari al +4,5% e +3,2%
rispettivamente.
Capostipiti dell’espansione saranno gli Stati Uniti e la Cina. I primi, complici le riforme fiscali approvate, hanno visto il
Prodotto Interno Lordo del 2021 salire del 5,7% e quello del 2022 dovrebbe rallentare leggermente segnando una crescita
pari al +3,7%. L’economia cinese registrerà una salita ancora più vertiginosa, col PIL 2021 in crescita dell’8,1% e quello
del 2022 che segnerà una crescita pari al +5,1%. L’Europa sarà il fanalino di coda nella ripresa post Covid 19 con il Pil
2021 in crescita del 5,3% e quello del 2022, secondo gli analisti dell’OCSE, in aumento del 4,3%. In questo contesto, l’Italia
dovrebbe essere in grado di superare la media europea nel 2022 con una crescita prevista al 4,6%, dopo averlo già
riportato nel 2021 una crescita del 6.6%.
Tuttavia, l’OCSE, in uno recente studio sull'impatto del conflitto scatenato dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia,
ha sottolineato che il perdurare del conflitto limiterà la crescita economica globale e determinerà ulteriori pressioni inflative.
In base alle simulazioni, l'Organizzazione stima una riduzione della crescita di oltre 1% nel primo anno pieno dall'inizio del
conflitto.
Tornando al 2021, durante l’anno negli Stati Uniti sono stati approvati il piano Biden per il sostegno di famiglie e imprese
(finanziato interamente in deficit) e il piano per il rilancio delle infrastrutture (finanziato tramite un aumento della tassazione
sulle imprese); in Europa sono state erogate le prime tranches delle risorse provenienti dal Recovery Fund, mentre in Cina,
nonostante le previsioni rosee di crescita, hanno pesato le difficoltà del settore immobiliare e la carenza di materie prime.
Gli impatti dell’emergenza sanitaria si sono riversati anche sui prezzi. Il 2021, a differenza del 2020, è stato caratterizzato
da effetti inflazionistici causati da una carenza di materie prime e più in generale da colli di bottiglia nelle catene di fornitura.
Secondo le recenti rilevazioni, l’inflazione annuale nell’Eurozona a dicembre 2021 ha toccato il 5% mentre negli Stati Uniti
si è assestata al 5,5%, ai massimi da diversi anni. Nonostante nel 2021 le politiche monetarie siano rimaste accomodanti
nei confronti dell’economia, le banche centrali hanno annunciato verso la fine dell’anno una diminuzione degli acquisti di
asset. La Federal Reserve ha ridotto il Quantitative Easing, mentre la Banca Centrale Europea ha annunciato un
rallentamento e il termine a marzo 2022 del PEPP. Solo la Bank of England, a dicembre, ha annunciato un aumento di 15
bps del tasso di riferimento. Conseguenza di queste dichiarazioni è stato un aumento generalizzato dei tassi d’interesse
di riferimento, sia a breve che a medio-lungo termine, rispetto ai minimi registrati nel corso del 2020.
Il 2022 si è aperto con un contesto macro-economico estremamente complesso a causa del perdurare delle complessità
legate all’approvvigionamento di materie prime, alle pressioni inflazionistiche e a una situazione sanitaria ancora incerta.
Sul finir del mese di febbraio 2022 lo scenario si è ulteriormente destabilizzato dato l’acuirsi delle tensioni tra Russia e
Ucraina che sono sfociate nell’ordine impartito dal Presidente russo, Vladimir Putin, di invadere l'Ucraina, andando ben
oltra quella che era stata definita una operazione di "peacekeeping" nel Donbass. La reazione occidentale non si è fatta
attendere, promuovendo una serie di sanzioni economiche, come la rimozione dal sistema di pagamenti internazionali
Swift di un numero “selezionato” di banche russe e il congelamento dei beni del Presidente Putin e di diversi membri del
suo entourage, e di supporto militare al governo ucraino del Presidente, Volodymyr Zelensky. Da ciò i mercati finanziari
mondiali hanno reagito amplificando ulteriormente la volatilità vista nei primi mesi del 2022, premiando da principio gli